Incredibile come cambiano le cose in 10 giorni. O meglio, di come evolvono, o forse stagnano, ma emergono per quel che basta per riuscire a scorgerle è non farti più capire un cazzo.
Peggio di prima insomma.
Quello a cui sto cercando di arrivare a comprendere è se tutte ste pare, siano il frutto di qualcosa che so che accadrà, una delle mie solite intuizioni o siano paranoie, che mi portano a impazzire, a sclerare, litigare, offendere e quindi mandare tutto a puttane.
Quello che sto semplicemente cercando di capire se è lui che mi manca o quello che abbiamo vissuto assieme. A cosa mi sono attaccata. A lui o al suo farmi sentire importante, parte di qualcosa.
Grazie a dio, non credo più ai 'ti amo', ai 'nessuno come te' ai 'in 36 anni solo con te sento che...' , e nonostante questo, non mi spiego cosa mi porta a preoccuparmi.
Non sono in grado di amare qualcuno, forse nemmeno più me stessa. Sicuramente nemmeno 'per l'adesso' amo lui.
Quindi non mi spiego la mia volontà di aiutarlo, di essergli di sollievo, in modi in cui mi vien naturale essere con chi considero puro, in credito con la vita.
Magari ha ragione, ho qualche mania da salvatrice del mondo. Forse.
E l'unica cosa che spero è quella di non esser stata fraintesa ancora una volta.
Vivo e agisco seguendo il cuore. Con lui sopratutto, e mi son sforzata di non farci entrare la testa, e le cose son andate bene, stranamente per la prima volta. Tolto ogni filtro che mi autoimponevo il vivere non è mai sembrato così semplice. E bello, meraviglioso..è come se accarezzassi la vita per la prima volta, libera da ogni maschera, da ogni imposizione.
Di agire come io agirei.
Ed è questo che non capisco, ripeto. E' l'aver vissuto questo con lui, o aver vissuto e basta questo con un altro essere umano quelli che son stati dei giorni meravigliosi, nonostante tutto il contorno?
Il fatto è che lontani, lontana, la testa entra e mi basta una chiamata non risposta per impazzire, mi basta una canzone postata, una frase ambigua, un...non lo so.
Adesso rimango qui, cercando di aver fiducia nella vita e in me stessa, cercando di dare il cazzo di esame e di non pensare a lui nel senso tragico del termine, a lui che mi domanda se 'mi sto prendendo' a lui che continua dicendo 'non vedere la tregedia in tutto' in risposta al mio ' una parola e ti libererai di me'.
Non lo so.
Solo che adesso lo vorrei qui, come al solito
Mi faccio una pena che se anche volessi non sarei in grado di esprimere a parole, a gesti, in azioni.
17 gennaio 2011
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