"Se ti tagliassero a pezzetti il vento li raccoglierebbe, il regno dei ragni cucirebbe la pelle e la luna tesserebbe i capelli e il viso e il polline di Dio, di Dio il sorriso.
Ti ho trovata lungo il fiume che suonavi una foglia di fiore, che cantavi parole leggere, parole d'amore. Ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.
Rosa gialla, rosa di rame, mai ballato così a lungo lungo il filo della notte sulle pietre del giorno. Io suonatore di chitarra, io suonatore di mandolino alla fine siamo caduti sopra il fieno.
Persa per molto, persa per poco, presa sul serio, presa per gioco. Non c'è stato molto da dire o da pensare, la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera spettinata da tutti i venti della sera.
E adesso aspetterò domani per avere nostalgia. Signora libertà signorina fantasia. Così preziosa come il vino così gratis come la tristezza, con la tua nuvola di dubbi e di bellezza."
Muoio
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