La testa sotto nel cesso, bere e troppe lacrime.
La cucina che grida, vile, ma io resto immobile.
Questo amore perverso è morto, è un cane sterile. E' uno strazio già visto.
Spesso, dicevo, mai come te.
La morale che ci vuoi mettere. Che morale c'è? Vuoti a perdere.
Tempo al tempo, Senza crescere.
Ma di notte sei pazzo, falso, un uomo inutile.
Che in fondo poi ti capisco, Cristo era un figlio come te. Lui era il figlio di Dio, Un folle che qualcuno chiama re. Un uomo è figlio mio, Solo inaffidabile...
12 marzo 2011
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