E sono giacche nere, camicie a righe, calzini, unghie schiacciate, la metro verde, vino in cartone, solo un goccino sono sotto tavor, dai un altro po' solo un po', è Milano che odio ancora di più, è un uomo che si suicida a Torino, passami le gocce, pistole e gomiti grattati.
E' quando sono esplosa, il big bang della catarsi, quando è improvvisamente così chiaro che non riesci a dirlo, ma forse a scriverlo, vento vento, sempre il fottuto vento, caffè col latte, ho fame, fammi fumare, è quando sorridi porca troia, quando sorridi.
E' che sono una cazzona, è che ti volevo dare un bacio, è che la vecchiaia ti sorprende un giorno improvvisamente, è che ho i miei occhi i miei capelli il mio naso, è che sembro irlandese, è la capa dura. E' che sei l'arcobaleno, solo quei sette colori, la luce che si diffrae sul prisma ed esci fuori, non sei la somma nera, la somma bianca, luce, luz.
Sei una testa di cazzo. Balliamo, e salta per dio, meglio così. Denti contro denti.
Ti amo come non amo me stesso.
E' che rimango vicina per quel che resta, per quanto resta, che voglio che resti, e che rimarrà, fosse l'ultima cosa che faccio in vita mia.
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1 commenti:
mi ha catturato.
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