Ascolto i suoni che fanno mentre cadono, li seguo con gli occhi finchè si infrangono.
E immagino come suonerebbe il mio corpo sbattendo contro quelle stesse rocce.
Quando si fermerà i miei occhi saranno aperti o chiusi?
E' bello riuscire a non idealizzare, a chiarire i "ruoli" se così si può dire.
Non mi sottovaluto, non antepongo il benessere altrui al mio. E' strano e nuovo.
Col mio solito distacco assisto a operazioni stupide, infantili, immotivate.
"Esseri sul limite". Eh. Sti gran cazzi.
Per due giorni sembra che non riesca a vivere nella struggente attesa di avermi fra le sua braccia e blablabla, baci amore sesso e attese, e poi cade tutto di colpo, poi c'è l'arroganza.
Non lo so, ma è brutto sentirsi superiori?
Non pecco di presunzione non pecco di onniscenza, di tracontanza e di chissà cos'altro.
Riesco a vederlo chiaramente e assisto al dispiegarsi di personalità al limite, essendo io ormai al di là dal limite da troppo tempo.
Come faccio a restare ferma ad osservare, io che non riesco ad aspettare?
Decadenza. Che non mi affascina ma che comprendo, più in fondo di quanto io creda.
"si capisce subito guardandoti in faccia. E' questione di limiti. Più che altro è che hai paura"

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