Capisco la paura. Capisco il terrore del tempo che scorre. Capisco la paura verso tutto quanto.
Si nota tanto chiaramente che appare anche abbastanza stupido ai miei occhi:
Ti freni per paura di esagerare, di superare il confine.
Non mi dici quel che senti, sento che hai da dirmi.
Sai, me ne accorgo e me ne dispiaccio. Perchè ti avverto, avverto che lo fai perchè hai paura di pugnalate, hai paura di tutto questo spazio in mezzo, hai paura di vivere con la malinconia e con l'ombra di quello che c'è stato e che forse sarà, forse, ancora.
Tutta la rabbia che fai scontrare, cozzare contro il mondo, serve a proteggerti, attacchi per non essere ferito. Non ti metti in gioco, e fai anche bene. Pensi a te stesso. Ami la solitudine, ma sai, la tua è una rassegnazione al suo concetto.
Tu non ami perchè hai paura del compromesso.
Tu hai paura di soffire. Di rimanere da solo. Di sentirti tolto quell'affetto che mai hai ricevuto, nemmeno da chi per primo avrebbe dovuto dartene, e che così tanto meriti...
Tu non puoi nemmeno lontanamente immaginare quando io voglia, ancora, posare le mie labbra sui tuoi occhi
Forse...forse. Forse.
Ma non posso farci niente.
E non lo dico, perchè non vuoi sentirtelo dire, non vuoi comprenderlo, non vuoi impazzire ancora.
Non essere leali è una gran cattiveria.
Dimmi che ti manco.
21 dicembre 2009
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